Chi è la puericultrice? Facciamo chiarezza

“Perchè non riesco a trovare la persona giusta per i miei bambini?”

Le vacanze sono sempre più vicine e paradossalmente (ma direi anche per fortuna), molte donne e molti papà stanno tornando regolarmente al lavoro.

La quarantena e le zone rosse, in alcuni casi, hanno accompagnato le gravidanze dei “nuovi arrivi” 2021, permettendo a diverse donne di poter curare al meglio i propri piccoli.

Ma ora è tempo di ripartire!

Chi sta organizzando viaggi, chi programma le ferie, chi deve tornare ad una routine full time …

Ogni famiglia ha la sua storia e tutte hanno necessità diverse, usi diversi e orari differenti.

Le applicazioni per Nanny, educatrici e Baby sitter si stanno nuovamente affollando (questo è il periodo “più caldo” che riprenderà verso alla fine di agosto e per tutto il mese di settembre).

Spesso una famiglia, dopo un annuncio, riceve tantissimi CV (anche di persone professionali e referenziate) andando in confusione.

Chi è giusto incontrare? Chi si deve scartare a priori?

Al contempo, dall’altra parte del Pc, giovani professionisti/e rispondono a fin troppi annunci, stressandosi o accettando ruoli che non li vestono davvero.

Non è assolutamente una critica, chi cerca lavoro con perseveranza ed onestà, ha il diritto di trovarlo nel minor tempo possibile ma pensare “Intanto ho questo lavoro, poi cambio” non fa assolutamente parte del background di una buona tata!

La famiglia sceglie te e tu scegli la famiglia – questa è la prima regola.

Ma come fare per non perdere troppo tempo? – Consigli per i genitori.

La nanny, ai vostri occhi deve divenire la persona più importante della casa e questo perchè?

Perchè le state affidando il vostro bambino.

Troppo spesso viene dato per scontato che questa mansione sia priva di impegno o che, al tempo stesso, sia un facile passatempo (alcuni consigli più specifici riguardo a come muoversi per la scelta della propria tata, li potrete trovare in un altro mio articolo)

Oggi mi soffermerò principalmente sull’errore più grande che fanno sempre sia i genitori neofiti sia i lavoratori che intraprendono questa mansione (che sia per un periodo o per una reale professione futura).

LA SCELTA MIGLIORE DEVE ESSERE IN BASE ALLA FIGURA PROFESSIONALE – la quale deve necessariamente essere specificata nell’offerta di lavoro.

Per chi ha bambini molto piccoli, quindi neonatini, il focus dovrà essere proiettato quasi esclusivamente su di una puericultrice o maestre di nidi (comprendendo anche eventuali ragazzi/e che sono iscritti ad un corso di laurea in ambito pedagogico, poichè svolgono durante l’anno dei tirocini lunghi e qualificanti).

Alcune applicazioni e alcuni siti hanno la possibilità di filtrare le richieste in base alla voce “educatore d’infanzia” (l’educatore è un diploma di laurea triennale, attinente alla fascia d’età 0-6 anni).

(Approfitto di questo spazio per precisare che, anche persone che non hanno qualifiche possono assolutamente essere idonee per le vostre necessità, il mio contributo è quello di dare informazioni più specifiche circa il vastissimo mondo dell’infanzia e riguardo le figure che possono aiutare nel miglior modo possibile la vostra famiglia e la crescita del vostro cucciolo in sicurezza).

Perchè le famiglie non mi scelgono mai per il lavoro? – Consigli per le tate o future tate.

Partiamo dal presupposto che le ragioni possono essere tante (anche solo il vostro modo di parlare può influenzare la candidatura, così come vizi quali il fumo – le famiglie gradiscono persone che non fumino anche se solo fuori casa).

Il primo consiglio che vi posso dare è quello di prendere sul serio il lavoro proposto (perchè fare la tata non è un passatempo!) e di proporvi solo per lavori che davvero possano essere di vostra competenza.

Non si nasce imparati ma non tutti sono portati per badare ai bambini (ribadisco che questo non è un lavoretto tanto che, negli ultimi anni, le famiglie propongono un vero contratto di lavoro – finalmente!)

Se non avete dimestichezza con infanti, cercate una fascia d’età più alta, proponetevi per aiuto compiti (e anche lì, siate sinceri con voi stessi e con la vostra preparazione – il fatto di essere onesti e gentili non vi renderà matematicamente la persona giusta!)

Per chi decide addirittura di seguire le famiglie in vacanza, deve tener presente che il lavoro sarà duro:

  • dovrete vivere 24h con la famiglia (quindi i bambini saranno sempre con voi – ma se vi cercano è perchè avete fatto un buon lavoro 🙂 )
  • Dovrete sottostare ad un calendario rigido che farà a pugni con le ore libere promesse (la tata deve essere flessibile)
  • Trascorrere giornate al mare o in montagna con dei bambini, è un impegno faticosissimo (la sera vi potreste addormentare ancor prima di loro con i postumi di un’insolazione).

Insomma siate sinceri/e con voi stessi,

documentatevi

e siate realmente disponibili (per maggiori consigli potete contattarmi)

Cosa non si dovrebbe mai fare durante un rapporto lavorativo? – Consigli sia per i genitori che per le tate

A meno che la situazione non sia grave o ambigua ( es: violenze, mancati pagamenti, maltrattamenti, furti, ruoli non in linea alla mansione, ecc …)

Non si lascia nè una famiglia senza un preavviso stabilito di almeno un mese (ma ripeto in casi necessari ovviamente tutti hanno il diritto di concludere la collaborazione)

nè una famiglia dovrebbe mandare via la propria tata dall’oggi al domani (anche qui ribadisco che parlo di situazioni non compromettenti).

Tra le famiglie e le nanny c’è sempre “quel mezzo” che bilancia il tutto : il bambino.

Anche lui/lei ha bisogno di equilibrio, qualunque forma di distacco può provocare frustrazioni molto forti.

Siate tutti pazienti – la pazienza è la virtù dei forti

Cari genitori, quando mettete in prova una persona, non fatevi prendere nè dalla fretta tanto meno dalla prima impressione:

sia le tate che i bambini hanno bisogno di tempo per conoscersi e per affezionarsi.

Se di fronte avete una persona onesta (quindi che si è presentata per quello che è), puntuale, gentile, pulita e disponibile, datele il tempo per imparare a conoscervi.

Lo stesso vale al contrario: chi lavora a casa delle persone, deve tenere presente che ogni famiglia ha delle regole e che Tata Francesca è un film!

Dedicate del tempo a capirle, magari saranno proprio i bambini a “farvi da Cicerone”!

Ma quindi chi è la figura che meglio si adatta alle esigenze dei più piccoli? Certamente la prima è la Puericultrice.

La puericultrice è una figura sanitaria presente da circa 70 anni.

Tale profilo è stato istituito con un regio decreto nel 1940 e da allora ha operato in vari ambiti: dal sanitario, al socio educativo, al domiciliare (privato).

Anche la puericultrice, come l’educatrice, è esperta nell’assistenza del bambino sano da 0 a 6 anni. Essa può prestare servizio presso ospedali, asili nido, comunità per minori, centri per l’infanzia  ecc..

Pur essendo riconosciuta come una figura sanitaria, la puericultrice NON è un medico bensì un sostegno specializzato.

La preparazione in psicopedagogia fa sì che le attività, pensate e differenziate per ogni fascia di età, siano create per permettere al bambino/a di poter esaltare precocemente i suoi talenti e le sue attitudini.

Quali sono i compiti di una puericultrice?

  • Fornire sostegno ed assistenza alla mamma ed al neonato nelle prime settimane di vita.
  • Garantire sostegno nell’accudimento del neonato (sia per l’allattamento al seno che per l’addormentamento)
  • Seguire le fasi dello sviluppo ( come l’apprendimento linguistico, motorio, sociale, caratteriale) identificando tempestivamente condizioni che necessitano di eventuali medici, psicologici, pedagogisti, logopedisti, ecc …

Il benessere materno è quindi anch’esso fondamentale nelle prime fasi di crescita del piccolo; l’ ambiente che la circonda deve essere di supporto, cura e attenzione (anche andare al parrucchiere o fare lunghi pisolini sono necessari per la salute mentale e fisica di una donna post-partum).

Vorrei concludere questo articolo con una frase che mi disse mio padre quando iniziai a fare la tata in giro per il mondo:

Non è lasciare le chiavi di un appartamento che preoccupa un padre o una madre: se ti do mio figlio è perchè penso che tu possa essere, per chiunque, il meglio.

Scegliete con cura.

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