Cosa e come scegliere dopo le scuole medie

Come aiutare i ragazzi in una scelta così ardua? La scuola ha dato davvero tutti gli strumenti per farlo? Che cosa sarà meglio per il loro futuro? E’ vero che il liceo dà maggiori garanzie per l’accesso all’università? Ogni generazione ha vissuto il “tragico” momento della riforma scolastica, la quale non ha comportato solo una maggiore scelta per i giovani (fattore positivo) ma anche un caos di idee (fattore negativo) che è necessario riordinare in modo consapevole.

Ci siamo quasi, il tempo sta scorrendo velocemente, nel giro di poche settimane i vostri figli dovranno scegliere che percorso intraprendere dopo le scuole medie; per quanto il diploma ad oggi rappresenti più uno status quo rispetto ad una reale possibilità futura, è importante ricordare che è proprio in questi anni che i giovani hanno più bisogno di essere guidati, ma come fare? Come non sembrare invadenti? Come colpire la loro attenzione affascinandoli e spronandoli ad affrontare questa nuova fase della crescita nel modo giusto? Per prima cosa i vostri figli devono potersi fidare di voi e del vostro giudizio.

A volte i genitori debbono accettare di fare un passo indietro e dimenticare di essere stati anch’essi adolescenti. Quello che conosciamo noi della scuola, così come il sistema universitario ( o il percorso professionale), nella maggior parte dei casi non ha nulla a che fare con quello che sarà proposto ai vostri figli (se ti interessa approfondire clicca qui ) . E allora come aiutarli?

Per prima cosa DOCUMENTATEVI ma non sulle pagine Fake, cercate articoli di testate giornalistiche importanti, informatevi sulla situazione lavorativa attuale, cercare di capire che cosa vostro figlio abbia a che fare con il mondo di oggi. E’ una persona creativa? Ha un indole passiva? Quale contributo potrebbe dare? Che cosa potrebbe piacergli?

Non tutti gli adolescenti sono uguali, non tutti provengono dallo stesso tipo di famiglia e i talenti che mostrano possono essere passioni come semplice abilità di sopravvivenza. Dopo aver navigato, sentito pareri e altro, dedicate del tempo ai vostri ragazzi, fateli parlare e cercate di conoscere i loro pensieri senza influenzarli. Ogni tanto dovrete mordervi la lingua ma ricordatevi che mettere al mondo un figlio non significa partorire il vostro sosia.

Quindi la seconda cosa da ribadire è che i figli VANNO SEGUITI (ripetetelo come un mantra).

Non esiste una fase in cui l’attenzione genitoriale debba essere maggiore di altre: ogni età ha i suoi problemi e le necessità non sono sempre direttamente proporzionali alla crescita.

Un’attività molto importante da fare insieme ai vostri figli, sarebbe quella di coinvolgerli nella visita (in questo momento virtuale)delle scuole più papabili. Voi avete il compito (se non il dovere) di informare circa la possibilità anche di eventuali istituti tecnici o professionali. Non esiste solo il liceo! Avere in casa un patito di videogiochi o una promettente ballerina deve essere uno sprone, un tassello, un campanello di allarme che vi permetta di ragionare sul reale potenziale da sfruttare.

Molti studenti (anche miei) hanno scelto la scuola in base al trasferimento del migliore amico o a quanta matematica si studiasse … tolta la matematica però, è subentrato il greco e il compagno di giochi ha deciso di frequentare altre persone!

Perchè vi dico tutto questo? Perchè non mi basterebbero le dita delle mani e dei piedi per conteggiare tutti gli studenti di terza media che si sono rivolti a me per una consulenza circa la scelta degli studi superiori. Scartare qualcosa solo per sentito dire o fare il contrario, è il peggior errore che possiate fare!

Ricordo di una (allora) bambina che ho seguito come tutor verso la fine della terza media, a causa di diverse problematiche scolastiche. Dopo giorni intensi di studio, il giorno del diploma è arrivato (addirittura con BUONO). Certamente la scelta dei genitori di iscriverla successivamente al liceo classico, non poteva che essere fallimentare (dopo 3 bocciature si è ritirata dagli studi).

Ho cercato di persuaderli a cambiare idea ma ricordo ancora queste parole: “Mia figlia non sistemerà telecomandi, lei farà l’avvocato!“.

… Sinceramente io ho rotto il telecomando ( o forse la TV) di recente e darei oro per saper smanettare tra i fili e i sistemi informatici! A parte gli scherzi è importante capire che quello che per nostra cultura può risultare “meno gratificante” a livello di “nomea sociale”, non implica assolutamente nulla! La società cambia di continuo ed il nostro dovere è quello di far emergere il potenziale che è dentro ognuno di noi, solo così si potrà aspirare al SUCCESSO.

Già il grande Aristotele diceva che vivere secondo virtù significasse perseguire la felicità (e se lo dice Aristotele io lo ascolterei) 🙂

Non sempre la felicità di un figlio è anche la nostra, non sempre i loro talenti vengono capiti nell’immediato, ma bisogna provare a comprendere che cosa davvero li faccia sentire meglio, affinchè l’istruzione non sia vissuta da loro nè come un incubo nè come uno spreco di tempo.

In merito a questo argomento, vi linko dei test psicoattitudinali da poter svolgere comodamente a casa (anche e solo per curiosità).

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