Il boss Raffreddore e la gang dei “mocciosetti”

Può sembrare il titolo bizzarro di un nuovo film Disney per Natale e invece no, ad oggi questa storia non è stata ancora raccontata ma vissuta certamente da tutti: il boss Raffreddore, sindrome influenzale indiscussa dei bambini, è tornato dalle sue vacanze e come ogni anno sta riscuotendo “successo” tra i più piccoli.

I primi veri malanni di stagione stanno bussando alla porta e con loro le preoccupazioni si alimentano tra scuole chiuse, insegnanti assenti e genitori non più in smart working.

La nuova “gang dei mocciosetti” 2021 sta girovagando per le strade della città

ma credetemi è davvero facile riconoscerli e starne alla larga!

“Preveniamo i bambini oggi per salvare il nostro Natale domani”.

Inizio con questa premessa sia per ironizzare sul tema del post, sia per alleggerire le ultime tensioni generatesi dagli aggiornamenti Covid.

Questo tempo incerto, sta mettendo tutti noi a dura prova, soprattutto la salute dei più piccoli.

Non c’è giorno dove non mi ritrovi circondata da muco e catarro

(Approfitto del post per chiedere ai/alle più esperti/e perchè ai bambini diverta così tanto tossire/mi in faccia? I miei ridono come matti! “Strozzandosi” nuovamente per lo sforzo …Per caso mi sono persa qualche nuovo episodio di “Esplorando il corpo umano” dove lo consigliano come rimedio farmacologico? Attendo delucidazioni).

Scordarsi il pacchetto di fazzoletti a casa, insomma non è più possibile a novembre! Come minimo bisogna avere in borsa anche quelli all’essenza di mentolo, così da permetterà al naso di respirare e di alleggerirsi dalla fluttuante “ragnatela multicolor” che penzola su e giù per tutto il giorno.

(Approfitto di questo spazio anche per lasciarvi un link interessante circa le varie forme di raffreddore infantili e come riconoscere quelle che necessitano di un consulto medico) 🙂

Dopo esserci informati sulle basi della pediatra, ricordiamoci sempre che essere genitore è una cosa, essere medico è un’altra (ed essere nonni un’altra ancora – aggiungerei)

Lo so, ho scritto post più piacevoli, ma prima o poi qualcuno dovrà pur farlo il “lavoro sporco”.

(Cercherò di essere più delicata possibile nel trattare questi argomenti “squisciosi”, al fine di non infierire sui lettori più sensibili).

Partiamo dicendo che il termine “mocciosetto” è comunemente riconosciuto e usato per indicare gruppi di infanti fastidiosi.

Se qualcuno ha avuto la necessità di etichettarli così, ottenendo anche un “consenso linguistico”, un motivo ci sarà, no!?

Il motivo ve lo dico io: il raffreddore è il miglior amico dell’infanzia e il peggiore nemico dei bambini. Per questo tutti, volenti o nolenti, abbiamo fatto parte della gang dei mocciosi.

Siate fieri di questo! 🙂

Ma quindi, andando al sodo, in che modo è possibile prevenire batteri e virus stagionali? Dobbiamo comperare specifici disinfettanti per casa, chiudere tutte le finestre e respirare solo aria depurata?

La mia risposta è “no”.

Non bisogna fare niente di tutto ciò.

Si dice che prevenire sia meglio che curare ma purtroppo, come ben sappiamo, questo non è sempre possibile: il periodo dello sviluppo immunitario fa parte del processo sano della crescita.

Insomma tutti prima poi, imparano a convivere con l’influenza

a distinguere “soffia” (nel fazzoletto e non nella mano) da “inspira”,

a sbarazzarsi della carta usata direttamente nel cestino dell’indifferenziata e non nelle tasche del pantalone (che andrà rigorosamente nella centrifuga della lavatrice)

a comprendere che le croste di muco sulla manica non sono buone perchè scrocchiano e nemmeno rendono anticonformisti.

“Non perdete le speranze voi che leggete, abbiamo l’aerosol!” Forse così sarebbe iniziato un qualche libro di medicina dantesca.

A parte gli scherzi, “la gang dei mocciosetti” appartiene ad una fase della vita inevitabile!

(Consiglio a tutti la lettura di questo interessante articolo circa la problematica attuale delle polmoniti infantili – virus respiratorio sinciziale – causate probabilmente dalla poca esposizione dei bambini ai germi durante il periodo pandemico: https://www.ilmessaggero.it/italia/virus_sinciziale_bambini_sintomi_casi_gravi_ferragni_vaccino_ultime_notizie-6286462.html)

Una minima conoscenza della medicina e dell’erboristeria potrebbe aiutare tutti a vivere questi anni di “sani malanni” in maniera più consapevole, senza allarmismi o superficialità.

Cercate di abituare i vostri figli al cambio delle temperature, non temiate il freddo e non esagerate con gli abiti pesanti o intere settimane chiusi in casa.

Spendere il proprio tempo all’aria aperta è fondamentale per il corpo e per la mente.

Ciò che in primis l’educazione sanitaria dovrebbe insegnare sin da piccoli è il concetto di “igiene” come forma più importante di prevenzione.

Insegniamo ai bambini come, quando e quanto pulire le mani (per questo aspetto vi suggerisco di acquistare delle clessidre colorate — vedi link — utilizzabili anche per la doccia e la pulizia giornaliera dei denti),

togliere le scarpe in casa,

cambiare i propri abiti tornati da scuola,sport, gite.

Anche l’igiene intimo è importante: i rifiuti organici possono creare infiammazioni ed infettare, se contaminate, altre parti del corpo sane.

Siate attenti all’ordine e all’immagine della vostra casa, affinchè i vostri figli si abituino a vivere in un ambiente sano, evitando di frequentare volontariamente luoghi a rischio.

Anche la relazione con l’ambiente e gli animali deve destare la vostra attenzione:

numerosi bambini giocano sulla sabbiolina dei parchi ignorando la possibilità di contaminarsi con ovociti rilasciati dai rifiuti organici delle altre specie.

Gli animali di campagna come le pecore possono essere portatrici di zecche,

avere un gatto domestico non vaccinato potrebbe essere nocivo non solo per la sua salute ma anche per la vostra.

Se qualcuno di voi lettori si sente di voler suggerire qualcos’altro, saremo tutti ben lieti di apprendere nuovi aspetti della prevenzione infantile (e non ).

Concludo dicendo che sono la prima fautrice di canottiere e sciarponi ma mai quanto l’esposizione intelligente verso altre temperature (come quelle invernali inglese), hanno giovato al mio corpo e alla consapevole capacità di adattamento di quest’ultimo.

La camicia quest’anno, provate a non allacciarla fino all’ultimo bottone.

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