L’ A,B,C: Consigli elementari per bambini delle elementari

Settembre è arrivato e qualche scuola ha già dato avvio al programma scolastico 2021-22. Le tensioni per questo autunno sono molte (Coronavirus a parte) ma è tempo di rimetterci in riga, sfruttando al meglio tutte le possibilità negateci da due anni. Per un inizio meno “brusco”, a voi mamme e a voi papà lascio 5 consigli (spero utili) per la gestione del vostro piccolo/a studente 🙂

Ricercare la normalità dopo due anni di continui ed urgenti cambiamenti non è facile per nessuno, specie per i più piccoli, i quali, seppur molto intelligenti, non hanno potuto capire fino in fondo le difficoltà affrontate da marzo 2020.

Ebbene sì, è passato già un anno e mezzo dall’inizio della pandemia e di passi da quel giorno, a prescindere dalla

singola opinione, ne sono stati fatti.

Ma quale può essere oggi il nostro nuovo contributo?

Certamente quello di rimettere in piedi il sistema scolastico ed educativo.

Partiamo quindi dal futuro del nostro Paese: i bambini.

Ecco cinque consigli che possono aiutare mamme e papà nella gestione del proprio bambino-studente:

1) Prima di un qualunque inizio, prendetevi del tempo per parlare con i vostri bambini circa il senso di quello che stanno facendo e che faranno prossimamente.

Ebbene sì, spesso si dà per scontato che i bambini non ascoltino davvero ciò che gli viene detto,

ma questo non è vero,

un cucciolo d’uomo è come una spugna, assorbe tutta l’acqua possibile! (su questo argomento consiglio la lettura di “Psicologia del bambino“, testo facile ed informale)

Far svolgere una qualunque attività (sportiva, ludica ecc…) senza una spiegazione di fondo che non sia

è così e basta!“,

può comportare un cattivo inserimento del minore.

La prima cosa da fare quindi è convincere il bambino che quello che sta facendo è il suo lavoro, che tutti svolgono un lavoro e i suoi risultati aiutano la famiglia.

Perchè è importante studiare? Perchè un giorno la mamma e il papà avranno bisogno di due braccia solide e di un buon cervello per gestire i rompicapi della casa 🙂

Parlare, spiegarsi, interrogare, approfondire anche con piccoli giochi, il senso dell’educazione e lo sforzo dell’apprendimento, è il primo passo per l’assorbimento e l’accettazione del dovere.

2) E’ importante che il bambino-studente sia responsabile del suo materiale scolastico.

Certamente per studenti di circa 6-7 anni non è facile la gestione di una cartella ma, come in tutti i processi di apprendimento, la ripetizione diviene un esercizio essenziale per acquisire le prime forme di automatismo.

L’apprendimento del bambino non avviene nel gioco solitario, ma osservando quello che gli adulti fanno, e facendo, imitando, in presenza degli adulti, eventualmente con piccoli interventi da parte loro. … In questo modo il bambino impara tutte le sue abilità, e questo è lo slancio fortissimo che ha per entrare nel mondo

Il bambino quindi deve conoscere il suo materiale, sapere a cosa serva e capire cosa comporterebbe perderlo, sprecarlo, rovinarlo …

Il bambino non deve crescere con la consapevolezza che un quaderno si può cambiare o che un astuccio possa essere ricomprato (o sarebbe meglio dire rimpiazzato!).

Lo studente ha a disposizione un “budget” così come uno spazio della sua camera dedicato alla cancelleria e al materiale scolastico.

Alcuni diranno che tutto ciò è utopico

… è vero!

I bambini a scuola perdono tutto, ma dipende come viene perso, con che frequenza, con quale interesse …

Un conto è sbagliare, un conto è perseverare nell’errore con indifferenza o superficialità.

Nulla di quello che gli viene dato e concesso deve sembrare ai suoi occhi, dovuto!

Anche le famiglie più ricche, anche chi potrebbe comperare direttamente la scuola del proprio figlio, tutti dobbiamo contribuire nell’insegnare a questi piccoli uomini, che ciò che si ha si guadagna e non tutto purtroppo può essere sostituito con così tanta semplicità.

3) In casa dovrebbe essere pensato uno spazio apposito per lo studio così come per tutte le altre cose.

Un bambino, seppur in piccolo, ha le stesse necessità di un adulto.

Non solo la mamma necessita di spazio per i suoi vestiti e non solo il papà può pretendere una scrivania tutta per lui, con la scusa del lavoro.

Anche un bambino deve poter avere i propri spazi (anche se piccoli) –> (per qualche idea vi consiglio di visitare questa pagina https://mondodesign.it/migliori-marche-camerette-bambini/)

Spazi che siano davvero tutti suoi!

Avere un armadio, un letto non in condivisione, i propri giochi, i propri libri, così come un angolino della camera per il proprio studio giornaliero, è essenziale per sentirsi parte integrante del mondo in cui vive, “lavora” e partecipa.

Lì è dove si applica, dove si concentra, dove si esprime.

Date importanza al dettaglio.

4) Avere un calendario che sia il più ligio possibile insegna ai bambini il rigore.

Spesso i bambini tornano stanchi da scuola, desiderano riposare, giocare o vedere la TV.

Tutto concesso a parte che non si studi (almeno per le elementari) oltre le 19,30.

Potrete avere il miglior tutor del mondo ma, a quell’ora, il cervello di tutti i bambini-studenti del mondo, si spegne per avviare la “modalità notturna”.

Nessuna attività che rilassi il bambino deve essere impedita ma solo gestita attraverso un calendario ligio di “doveri e piaceri” (proprio per questo consiglio di comperare una lavagna oppure creare una parete dove poter appuntare i pensieri della giornata).

Qualora il bambino decida di non completare i compiti, sarà lui stesso responsabile delle conseguenze (ovviamente avvisate prima le maestre così da fare squadra e procedere con lo stesso insegnamento).

Rendete i vostri figli autonomi, dategli delle indicazione ma lasciateli anche sbagliare, solo così sapranno affrontare le difficoltà e le delusioni facenti parte non solo il percorso scolastico.

5) I bambini sanno quello che devono fare ma non si sforzano di ricordalo. L’unico modo per aiutarli non è la chat dei genitori, bensì insegnare loro a leggere le istruzioni.

Questo aspetto potrebbe sembrare banale, invece è davvero un punto della massima importanza!

Ai bambini bisogna insegnare a comprendere le istruzioni, ripetendo in modo meccanico i passaggi richiesti (provate a casa anche con delle ricette o con gli appunti segnati dalla maestra).

Purtroppo se questo esercizio venisse dato (da voi) per scontato, vi ritrovereste fra qualche anno, figli liceali che non comprendono il compito in classe o universitari che sbagliano l’esame poichè saltata la lettura del titolo! Vi assicuro succede tantissime volte…

E’ un vero disastro “mettere le pezze” su di un vestito strappato!

Per questo consiglio ai genitori di non forzare il bimbo ad un lavoro extra per agevolare l’apprendimento e neppure di sostituirvi all’insegnante (se vorrà potrà dedicarsi alla lettura o a documentari specifici per la sua età).

I programmi vengono studiati in base alle loro possibilità, così come il quantitativo di esercizi e la difficoltà.

Il primo passaggio deve essere di ambientazione alla scuola (anno per anno), uno sforzo eccessivo, la cattiva comunicazione e la mancata attenzione ai dettagli, possono provocare un rifiuto importante da parte dello studente.

I bambini quindi devono sforzarsi di “fare” da soli, senza sentirsi soli,

guidati quindi da regole, dall’interazione e dallo sforzo individuale.

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