Sportello genitori

Il Covid19 ha certamente fermato il mondo ma, al tempo stesso, ha dato la possibilità a molte famiglie di riconciliarsi. Quando è stata l’ultima volta che avevate dedicato così tanto tempo alla casa, ai vostri figli, al vostro compagno/a, alla cucina …? I mesi di quarantena hanno fatto riflettere tanti di noi ma soprattutto hanno fatto riscoprire l’importanza del dialogo e del supporto.

Il Covid19 per qualche mese ha avuto la meglio su tutti noi; gli ospedali sono andati in blackout, tantissimi pazienti hanno dovuto rimandare le loro operazioni, interventi di ogni tipo più o meno gravi. Anche i reparti “intoccabili”, i più delicati come quelli ginecologici e pediatrici hanno subito un forte arresto, ma ora che conosciamo “il nemico comune”, siamo in grado di fronteggiarlo con più consapevolezza, riprendendo da dove avevamo lasciato.

Ad esempio, presso la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli di Milano, nel 2019, é stato avviato un progetto di ascolto familiare per  genitori con figli seguiti dagli psicologi e psicoterapeuti del reparto. Gli specialisti hanno suddiviso questo “percorso psico educativo” in dieci incontri in cui “il mestiere di genitore” è al centro del dibattito.

Nessuno nasce papà, nessuno nasce mamma e ogni figlio è una storia a sè. Forse è vero, nella realizzazione di una famiglia felice non dovrebbero esserci troppe regole ma uno sportello d’ascolto o un gruppo terapeutico può permette di imparare qualche efficace tecnica di comunicazioni, portando ad un equilibrio più duraturo tra i membri della casa.

In primo luogo mamma e papà sono persone e come tali hanno il diritto di dedicare del tempo alla realizzazione di sè (sia dentro che fuori le mura domestiche).

Quando diventi genitore non cambi nome,

Quando diventi genitore mantieni il tuo cognome,

Quando diventi genitore rimani te stesso ma con un nuovo libro della vita da scrivere

Diversa copertina ma stesso l’autore

(Il mantra da ripetere tutti i giorni)

“Dal terapista vanno solo persone con problematiche esistenziali importanti”. Non è vero! Il falso mito della psicoterapia.

Si dice che l’Italia sia ancora un paese poco emancipato o forse troppo prevenuto riguardo ai cambiamenti socio-culturali. In parte è vero. Avendo lavorato a scuola devo dire che la presenza dello psicologo scolastico è stata forse, sempre fin troppo marginale; dal mio punto di vista invece, un incontro settimanale con gli studenti, sarebbe un’attività da inserire obbligatoria nel calendario scolastico (così come un corso di pronto soccorso e altro…) – quando sarò Ministro dell’Istruzione ci penserò io! 🙂

Tornando a noi: la terapia è una tecnica che permette al nostro cervello di osservare le situazioni sotto profili diversi, insegna a saper ascoltare ma soprattutto a saper distinguere un punto di vista oggettivo da uno soggettivo. Lo psicologo educa l’uomo verso una maturità diversa, una maturità che pian piano impara a fare i conti con il mondo reale e gli altri che lo popolano.

Nessuno è mai obbligato a parlare di sè, ma tutti dovremmo essere educati all’ascolto (credetemi è un pratica difficilissima!)

“A causa del Covid19 si è fermata tutta la sanità, chissà quanto tempo dovremo aspettare prima di cominciare un percorso simile”. Secondo pensiero scorretto: le strutture sanitarie si stanno “rialzando” e già sono in moto diversi progetti.

As esempio al Fatebenefratelli di Milano, dal 10 febbraio inizierà un percorso (circa dieci incontro) per i genitori. Per chi volesse maggiori informazioni può cliccare su questo Link. Certamente anche altre strutture staranno riproponendo progetti posticipati a causa della pandemia.

Quindi famiglie non siete sole! Non vergognatevi dei vostri dubbi o della vostra curiosità, tutto è lecito quando di base si vuole solo essere felici!

Se qualcuno di voi che legge, conosce qualche ospedale, ente, associazione che si sta occupando di tematiche simili, per favore, segnalatelo nei commenti qui in basso, sarebbe bellissimo creare un canale che unisca tutti! Sono ben accette anche testimonianze (positive e/o negative) o esperti che possano aggiungere un contributo all’articolo.

L’emancipazione personale è la prima forma di una società più sana.

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2 Comments

  • Buongiorno Chiara,
    Complimenti per l’articolo.
    Mi trovo d’accordo con il suo discorso, soprattutto per quanto riguarda l’educazione all’ascolto, che dovrebbe essere impartita sia ai bambini sia ai genitori – molto spesso sono proprio questi ultimi a non saper ascoltare o capire i propri figli e le loro richieste d’aiuto.
    La ringrazio per i suoi consigli sempre molto utili e rimango in attesa di leggere i suoi prossimi post.

    • “la terapia” dell’ascolto reputo che sia davvero un “corso”, un programma utilissimo da svolgere sin dai primi anni della crescita. Se esistesse un reale codice, sono certa che tante problematiche, sia all’interno che all’esterno del nucleo famigliare, potrebbero perdersi nel tempo e dare spazio ad una società migliore.

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